Categoria: Approfondimenti

  • I cambiamenti del cervello in adolescenza

    I cambiamenti del cervello in adolescenza

    I cambiamenti del cervello in adolescenza

    L’adolescenza è una fase di transizione tra l’infanzia e l’età adulta, caratterizzata da numerosi cambiamenti fisici, psicologici e sociali. In questa fase, il cervello subisce delle importanti modifiche strutturali e funzionali che influenzano il comportamento, il pensiero, le emozioni e le relazioni degli adolescenti.

    Queste modifiche cerebrali sono dovute a due fenomeni principali: il pruning sinaptico e la mielinizzazione. Il pruning sinaptico consiste nell’eliminazione delle connessioni tra i neuroni poco utilizzate, mentre la mielinizzazione consiste nel rivestimento delle vie di comunicazione tra i neuroni con una guaina isolante che ne aumenta l’efficienza e la velocità.

    Il pruning sinaptico e la mielinizzazione non avvengono in modo uniforme in tutto il cervello, ma seguono un ordine temporale che va dalle aree più primitive a quelle più evolute. L’ultima parte del cervello a subire questi cambiamenti è la corteccia prefrontale, che è responsabile delle funzioni esecutive, ovvero quelle capacità che ci permettono di pianificare, organizzare, controllare gli impulsi e valutare le conseguenze delle nostre azioni.

    Questo significa che il cervello degli adolescenti è ancora in fase di maturazione e che le aree emotive e istintive sono più attive e sensibili rispetto alle aree razionali e critiche. Questo spiega perché gli adolescenti tendono ad essere più impulsivi, creativi, esplorativi, emotivi e sociali rispetto agli adulti.

    Queste caratteristiche mentali dell’adolescenza hanno dei vantaggi ma anche dei rischi. Da un lato, gli adolescenti sono in grado di innovare, sperimentare, apprendere e relazionarsi con gli altri in modo intenso e coinvolgente. Dall’altro lato, gli adolescenti sono più esposti a comportamenti a rischio, come l’abuso di sostanze, la violenza, il sesso non protetto e le dipendenze.

    Per questo motivo, è importante che gli adulti (genitori, insegnanti, educatori) siano consapevoli dei cambiamenti cerebrali che avvengono in adolescenza e che li accompagnino con attenzione, comprensione e sostegno. Gli adulti possono aiutare gli adolescenti a sviluppare le loro potenzialità e a gestire i loro limiti, offrendo loro opportunità di apprendimento, stimolo, dialogo e protezione.

    In conclusione, l’adolescenza è un periodo cruciale per lo sviluppo del cervello e della personalità. I cambiamenti cerebrali che avvengono in questa fase hanno delle ripercussioni sul comportamento degli adolescenti, che possono essere fonte di difficoltà ma anche di crescita. Gli adulti hanno il compito di guidare gli adolescenti verso una maturazione equilibrata e armoniosa.

    Fonti:

    – Adolescenti: i cambiamenti a livello cerebrale, tra fragilità e potenzialità – State of Mind

    https://www.stateofmind.it/2020/06/adolescenti-cervello

    – Come cambia il cervello in adolescenza? – Lo Studio di Psicologia Basilico, Facchetti & Munaro

    https://www.studiodipsicologia.mi.it/news/blog/come-cambia-il-cervello-in-adolescenza

    – Adolescenza e comportamento: un periodo di cambiamenti – ISSalute

    https://www.issalute.it/index.php
  • Ludopatia o Azzardopatia?

    Ludopatia o Azzardopatia?

    La dipendenza dal gioco d’azzardo è un problema complesso che affligge molte persone in tutto il mondo. Quando si fa riferimento a questo argomento si utilizza spesso la parola “ludopatia”. Ma è il temrine corretto?  Nonostante giornalisti, esperti di varia natura e persone in generale continuino a utilizzarlo, in realtà commettono un errore.
    “Le parole sono importanti”, recitava una battur ain un famoso fgil di Nanni Moretti. Ha ragione!Le parole ci aiutano a deifnire i margini e i contorni dei concetti che vogliamo rappresentare. E’ tempo di sostituir eil termine “ludopatia” con qualcosa di più appropriato. Recentemente si è sviluppata una tendenza ad adottare il termine “azzardopatia” per descrivere in modo più accurato questa dipendenza.
    Dovremmo abituarci ad abbandonare la parola “ludopatia” per sostituirla con quella di “Azzardoparia” (ne ho parlato anche nel mio libro “Superare la dipendenza da gioco d’azzardo” a pagina 10).
    Il termine “azzardopatia” fornisce un’indicazione più chiara e precisa sulla natura della dipendenza dal gioco d’azzardo. Il termine “azzardo” richiama immediatamente l’idea del rischio e della casualità associati allo scommettere. Al contrario, il termine “ludopatia” potrebbe non essere altrettanto evocativo per tutti, poiché deriva dal latino “ludus”, che significa “gioco”. 
    Il gioco è un’attività sana che ha un’importante funzione educativa. Il gioco e il gioco d’azzardo sono comportamenti sostanzialemnte differenti. Non un porblema del “Ludus” ma un problema dell’azzardo.
    L’utilizzo del termine “azzardopatia” al posto di quello di “ludopatia” ha numerosi vantaggi:

    1. è un termine più chiaro, che identifica meglio il focus del problema,
    2. aiuta ad allontanare lo stigma,
    3. favorisce un linguiaggio maggiormente condiviso anche fra esperti in generale.

    Nonostante il termine “ludopatia” sia ancora ampiamente utilizzato, un passaggio graduale all’uso di “azzardopatia” è vantaggioso per una migliore comprensione e consapevolezza di questa problematica.
    Sono i meccanismi alla base azzardo a favorire l’insorgere di una dipendenza. Recuperare invece una dimensione di gioco sano, condiviso, lento, svincolato dal tema della scommessa potrebbe essere una linea di intervento e una efficacie strategie preventiva. 

  • Elementi di base della Ristrutturazione Cognitiva

    Elementi di base della Ristrutturazione Cognitiva

    Appunti post lezione

    Questo breve scritto nasce dopo una delle molte lezioni sulla Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC). È una sintesi di un lavoro più complesso. La ristrutturazione cognitiva è fra le tecniche più importanti dell’approccio.

    La comprensione di questo strumento richiede da un lato uno studio delle basi teoriche e dall’altro un attento lavoro di sperimentazione sotto la supervisione di terapeuti esperti. Si ricorda che nessuna lezione da sola (se pur interessante e coinvolgente) è sufficiente a trasmettere e radicare competenze. Il lavoro individuale resta fondamentale! 

    La sintesi che segue non ha l’ambizione di essere esaustiva né approfondita, ma ha solo la funzione di puntualizzare in modo schematico alcuni degli elementi affrontati a lezione.

    La Ristrutturazione Cognitiva in TCC Standard: Fasi e Lavoro di base sui Livelli Cognitivi

    Introduzione
    La Ristrutturazione Cognitiva (RC) è l’insieme delle tecniche terapeutiche centrali nella Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) di Aaron Beck, focalizzate sull’identificazione e la modifica dei pensieri e delle credenze disfunzionali che mantengono la sofferenza psicologica. La RC si applica in modo sequenziale ai diversi livelli cognitivi del modello di Beck: i Pensieri Automatici (PA), le Credenze Intermedie (CI) e le Credenze di Base (CB). Il processo è collaborativo, guidato dal Dialogo Socratico e mira a rendere il paziente uno “scienziato” capace di testare autonomamente la validità delle proprie cognizioni. Le tecniche utili nella ristrutturazione sono numerose. Di seguito uno schema degli elementi base.

    1. Le Fasi del Processo di Ristrutturazione Cognitiva

    La Ristrutturazione Cognitiva si articola in quattro fasi principali, applicabili metodologicamente a tutti i livelli della cognizione.

    1.1. Identificazione e Consapevolezza (Accesso)
    Questa fase iniziale mira a portare alla luce i contenuti cognitivi disfunzionali nel contesto emotivo-comportamentale in cui si verificano.

    • Obiettivo: Riconoscere l’associazione tra Situazione (A) – Pensiero (B) – Emozione (e la loro intensità)/Comportamento (C) (Modello ABC).
    • Strumenti: Utilizzo dei Diari dei PensieriABC cognitivo ecc, in cui il paziente registra la sequenza evento-pensiero-emozione, e identificazione delle specifiche Distorsioni Cognitive (es. catastrofizzazione, astrazione selettiva, ipergeneralizzazione).

    1.2. Analisi Critica e Messa in Discussione (Disputing)
    Il paziente, guidato dal terapeuta, sottopone il pensiero o la credenza a un esame critico, sfidandone l’assolutezza e la validità.

    • Strategie Logico-Empiriche: Si valutano le evidenze a favore e contro il pensiero disfunzionale (“Quali sono i fatti che supportano questo pensiero? Quali sono i fatti contrari?”).
    • Strategie Pragmatiche: Si valuta l’utilità del pensiero (“Credere a questo pensiero mi aiuta o mi ostacola nel raggiungere i miei scopi?”).
    • Ricerca di Spiegazioni Alternative: Si generano interpretazioni più equilibrate e funzionali degli eventi.

    1.3. Sostituzione e Formulazione di una Risposta Adattiva
    Sulla base dell’analisi critica, si sviluppa una nuova risposta cognitiva che sia più realistica, flessibile e adattiva rispetto a quella iniziale.

    • Obiettivo: Creare un’affermazione che integri tutte le evidenze e che sia funzionale al benessere emotivo e comportamentale del paziente.

    1.4. Applicazione e Consolidamento (Esperimenti Comportamentali)
    La risposta cognitiva alternativa viene integrata nella routine del paziente e verificata attivamente.

    • Tecniche: Gli Esperimenti Comportamentali sono cruciali; il paziente testa la nuova credenza attraverso azioni concrete, raccogliendo nuovi dati che sfidano e indeboliscono definitivamente la cognizione disfunzionale precedente. La ripetizione e la pratica costante (attraverso gli homework) portano al consolidamento del cambiamento.

    2. Lavoro Sequenziale sui Livelli Cognitivi e Durata Tipica

    Il lavoro di Ristrutturazione Cognitiva procede dal livello più accessibile (Pensieri Automatici) a quello più profondo e rigido (Credenze di Base/Schemi)

    Pensieri Automatici (PA) sono il flusso di pensieri immediatamente accessibili e situazionali (es. “Sto fallendo”). Sono la prima parte della terapia. 

    • Sono i pensieri più superficiali e immediati, che emergono spontaneamente in una situazione specifica (es. “Ho fatto una figuraccia”, “Sono un fallimento”).
    • Spesso sono considerati come verità assolute, sono brevi, specifici e difficili da controllare senza un intervento mirato.

    Credenze Intermedie (CI) sono Assunzioni, regole e atteggiamenti che mediano tra Credenze di Ba e PA (es. “Se mi impegno sarò accettato”, “È terribile sbagliare”). Si dedica tipicamente a questo tema, la fase intermedia. Si utilizzano tecniche mirate (es. Schede per l’Assunzione) e Esperimenti Comportamentali per violare le regole disfunzionali.

    Credenze di Base (CB) / Schemi SonoConvinzioni profonde, globali e rigide. Sono convinzioni assolute, durature che l’individuo ha su sé stesso, sugli altri e sul mondo (es. “Io sono un incapace”, “Il mondo è pericoloso”, “Le persone mi feriranno”). Si formano spesso nell’infanzia/adolescenza. E’ la fase Avanzata/Prolungata dell’intervento. Richiede il tempo maggiore e l’uso di tecniche più esperienziali e relazionali, oltre alla RC diretta, per la loro plasticità ridotta.
    La durata complessiva del lavoro cognitivo (spesso 4-12 mesi, o più in caso di disturbi complessi o di personalità) è determinata principalmente dal lavoro sugli Schemi. 

    La ristrutturazione cognitiva non è un processo che può esaurirsi in poche sedute, ma richiede tempo, impegno e uno stile di conduzione della seduta che faciliti la presa di coscienza del paziente e un processo più informale di modificazione del proprio modo di pensare. Le tecniche di intervento possono essere numerose.

    Con assunti metodologici differenti per esempio, la Schema Terapy può essere un ottimo strumento di lavoro sugli aspetti profondi di ciascuno. Per approfondire il tema si rimanda a lavori specifici.

    La Triade Cognitiva (nella Depressione)

    Beck sviluppò inizialmente il modello della ristrutturazione studiando la depressione, identificando un pattern tipico di pensieri negativi:

    • Visione Negativa di Sé: La persona si vede come inadeguata o difettosa.
    • Visione Negativa del Mondo: Il mondo viene percepito come pieno di ostacoli e richieste eccessive.
    • Visione Negativa del Futuro: La persona pensa che le cose non cambieranno mai e che la sofferenza durerà per sempre.

    Identifico poi quelle che vengono definite  Distorsioni Cognitive. Le distorsioni sono errori sistematici nel modo in cui l’individuo elabora le informazioni, mantenendo in vita le credenze disfunzionali. Esempi includono:Astrazione Selettiva Concentrarsi solo sul dettaglio negativo, ignorando il resto (es. Un piccolo errore rovina l’intera presentazione).
    Ipergeneralizzazione Trarre una conclusione universale da un singolo evento (es. “Ho fallito una volta, quindi fallirò sempre in tutto”).
    Pensiero Dicotomico Valutare gli eventi in termini estremi, tutto o nulla (es. “O è perfetto o è un disastro totale”).
    Doverizzazione Avere regole rigide su come le cose “devono” essere (es. “Devo fare X”, “Gli altri dovrebbero comportarsi Y”).

    è importante che il paziente impari a riconoscerle nei proprio processi di pensiero, per favorire meccanismi successivi di ristrutturazione e defusione. 

    In sintesi, la Terapia Cognitiva di Beck mira a identificare e modificare i pensieri automatici negativi e le credenze disfunzionali sottostanti, per sostituirli con modi di pensare più realistici e adattivi, migliorando di conseguenza l’emozione e il comportamento della persona.

    Conclusione:
     L’RC non è una singola tecnica, ma un processo dinamico e didattico che equipaggia il paziente con gli strumenti necessari per modificare i propri modelli cognitivi. La progressione dal livello superficiale a quello profondo assicura un apprendimento graduale e un cambiamento duraturo dello schema di sé.

    Si rimanda alle lezioni, alle supervisioni di classe per le esercitazione e le tecniche specifiche, al lavoro con i vostri supervisori individuali per affinare strategie e tecniche allo studio individuale per familiarizzare con procedure, creare schemi per gli homeworks, ripassare fasi psicoeducative, ecc.ecc. Per ora è tutto!

    Bibliografia Essenziale per Approfondimento

    Le informazioni presentate sono basate sui principi fondamentali della Terapia Cognitiva. Per un approfondimento specialistico, si suggeriscono i seguenti testi di riferimento:

    • Beck, A. T., Rush, A. J., Shaw, B. F., & Emery, G. (1979). Terapia cognitiva della depressione. Trad. it. Bollati Boringhieri, Torino. (Testo fondante che ha introdotto il modello cognitivo).
    • Beck, J. S. (2022). La Terapia Cognitivo-Comportamentale. 3° edizione  Trad. it. Astrolabio Ubaldini, Roma. (Il manuale di riferimento per l’applicazione clinica della TCC, che descrive dettagliatamente le fasi dell’RC e il lavoro sui tre livelli cognitivi).
    • Perdighe, C., & Mancini, F. (a cura di). (2010). Elementi di psicoterapia cognitiva. (2a ed.). Giovanni Fioriti Editore, Roma. (Testo italiano che fornisce un’ottima panoramica teorica e applicativa della TCC).
  • X Contro | Nuove generazioni, vecchie trappole

    Trasmissione TV

    L’abuso di alcol e di sostanze tra i giovanissimi, ma anche le iniziative attive sul territorio per contrastare questi fenomeni, al centro della puntata di questa sera su NoiTv.